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Dossier
Pareti interne mobili
Pareti divisorie e pareti attrezzate a cura di Fabrizio Todeschini
   3. NORMATIVA VIGENTE  
3. Pareti interne mobili

A partire dal 1 aprile 2004, le pareti interne mobili messe sul mercato in tutta Europa devono possedere la Marcatura CE, e cioè devono essere conformi alla Direttiva "Prodotti da Costruzione" 89/106/Cee (Cpd). La responsabilità dell'affissione della Marcatura CE e della dichiarazione di conformità è di chi immette il prodotti sul mercato europeo. La procedura obbligatoria da seguire prevede come primo passo l'ottenimento di un benestare tecnico (Eta) secondo quanto definito dal documento Etag 2003 da parte di un ente di approvazione. L'unico ente di approvazione italiano è l'Itc-Cnr, che ha sede a San Giuliano Milanese. Per ottenere il benestare tecnico, il prodotto deve essere sottoposto a cinque prove, che possono essere effettuate presso lo stesso Itc o presso laboratori accreditati e autorizzati da Itc:

- resistenza agli urti;
- carichi appesi (se ve ne sono);
- reazione al fuoco;
- resistenza al fuoco;
- resistenza alla pressione della folla.

Una volta ottenuto il benestare tecnico, un ente notificato deve fornire un'attestazione di conformità (AC). Questo secondo passo, per i produttori di pareti interne mobili, è una procedura di carattere prevalentemente formale.
Le norme Uni che si riferiscono alle pareti attrezzate sono la Uni 10700 e la Uni 10820.
Quella che definisce la terminologia e la classificazione relative alle pareti interne mobili e ne individua le tipologie funzionali è la Uni 10700. In essa sono forniti la descrizione morfologica delle componenti delle pareti interne mobili ed esempi delle loro composizioni e sono descritti gli elementi complementari che possono essere abbinati alla parete interna mobile. Gli elementi di partizione interna fanno riferimento alla Uni 7960, punto 3.4. La Uni 10700 definisce le parete interne mobili: "Le pareti interne non portanti con funzione di separazione fra ambienti contigui, costituita da elementi prefabbricati modulari, interamente finiti prima della posa, intercambiabili senza degrado, con elementi delle medesime dimensioni ma con tipologie differenti (pannelli opachi, pannelli vetrati, passacarte, porte) con o senza capacità di contenimento, con o senza predisposizione per attrezzature. La parete interna mobile si intende interamente smontabile e rimontabile in altri luoghi, aventi le medesime dimensioni del luogo di origine, senza degrado dei componenti e senza necessità di modifica degli stessi". Con la parola elemento si intende qui "parametro dimensionale predeterminato con multipli e sottomultipli".

Le pareti mobili sono classificate in quattro tipologie:

- pareti interne mobili;
- pareti interne mobili attrezzate;
- pareti interne mobili a contenitore;
- pareti interne mobili a contenitore attrezzate.

La norma Uni di riferimento per le pareti interne mobili che definisce i requisiti ai quali deve rispondere il prodotto è invece la Uni 10820. La prima parte della norma è dedicata ai requisiti enunciati nella Direttiva "Prodotti da costruzione" (89/106/Cee) di cui sopra, e si compone di quattro punti:

  • i requisiti meccanici, che comprendono la resistenza agli urti, differenziata a seconda dell'uso (pubblico o privato) e la resistenza ai carichi sospesi;
  • il comportamento all'incendio, che comprende la reazione al fuoco (gli elementi non devono essere infiammabili), misurata su una scala da 0 (non infiammabile) a 6 e la resistenza all'incendio ("la proprietà degli elementi di mantenere per un certo tempo la stabilità della struttura, la tenuta al passaggio di fiamme e gas caldi e l'isolamento termico");
  • sicurezza in uso, intesa come sicurezza elettrica e atossicità;
  • isolamento acustico.
Il rispetto di questi requisiti soddisfa pienamente la Direttiva "Prodotti da costruzione".

La seconda parte è dedicata ad altri requisiti peculiari della Uni 10820 stessa:

  • modularità (requisito definito da un parametro dimensionale predeterminato e coordinato al fine di chiudere con multipli e sottomultipli il vano utile costituito dalle d'ambito, dal soffitto e dal pavimento rispettivamente finiti);
  • flessibilità all'impiego (capacità di adattarsi anche nel tempo a configurazioni spaziali tipologiche diverse da quella originaria), che comprende i concetti di: "sostituibilità";
  • "adattabilità dimensionale della parete a contatto con il luogo fisico di destinazione";
  • "variabilità tipologica (cioè una varietà della tipologia di moduli disponibili: cieco, completamente vetrato, parzialmente vetrato, porta)";
  • "componibilità (versatilità di accostamento di elementi di diversa dimensione e tipologia)";
  • "ricollocabilità e ricuperabilità"; "manutenibilità, che si compone di pulibilità, ripristinabilità e sostituibilità".


Entrambe le norme Uni sono state elaborate dalla Commissione "Edilizia" dell'Uni, nell'ambito del Gruppo di lavoro "Pareti interne mobili" della Sottocommissione "Pareti esterne, interne e serramenti", approvate per la presentazione alla Commissione Centrale Tecnica dell'Uni il 17 aprile 1996. Sono state quindi esaminate ed approvate dalla Commissione Centrale Tecnica, per la pubblicazione come norma raccomandata, il 26 giugno 1997. La ratifica del presidente dell'Uni è del 22 febbraio 1999 per la Uni 10700 e del 22 marzo per la Uni 10820.

(Si ringrazia: Assufficio, Centro Studi Cosmit, Csil, Clac)