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Dossier
Pareti interne mobili
Pareti divisorie e pareti attrezzate a cura di Fabrizio Todeschini
   1. INTRODUZIONE  
1. Pareti interne mobili

La ricerca sulle pareti interne mobili commissionata da Mascagni Spa a Future Business Net, società che gestisce il portale OfficeBit.com, è stata redatta da Fabrizio Todeschini, direttore della rivista Habitat Ufficio. L'azienda bolognese che produce mobili e sedute per ufficio dal 1930, nel 75° anniversario della propria attività ha voluto questa ricerca per presentare la sua prima parete.

Al confine tra edilizia e arredamento, le pareti interne mobili sono ormai un elemento imprescindibile per la definizione spaziale dei nostri uffici. Cieche o vetrate, divisorie, attrezzate o a contenitore, modulari e manovrabili, le pareti nascono per risolvere le esigenze di flessibilità nei meccanismi distributivi e architettonici degli uffici. Per definizione, le pareti interne mobili sono pareti non portanti inserite in ambienti interni per delimitare spazi contigui, caratterizzate essenzialmente dal concetto di modularità. Sono cioè costituite da elementi che possono variare nella tipologia, ma che presentano dimensioni standard e possono quindi essere sostituiti agevolmente senza richiedere modifiche al sistema nel suo complesso. Ogni singolo modulo, completamente finito prima della posa, può essere ad esempio cieco (cioè a pannelli opachi) o vetrato, può essere attrezzato (cioè presentare la predisposizione ad accogliere le attrezzature) o semplicemente divisorio, può essere con o senza capacità di contenimento (cioè sfruttare o meno la profondità per contenere armadiature e contenitori per archiviazione come ripiani, cassetti, classificatori ecc.), può essere costituito da una porta, da un pannello con passavoce o passacarte o da una parete chiusa.

Ma al di là di tutte queste differenze, che garantiscono un'ottima flessibilità, ogni modulo è intercambiabile con un altro dello stesso sistema, anche di tipologia differente, che presenti le stesse dimensioni, e l'intero sistema deve essere "interamente smontabile e rimontabile senza degrado dei componenti e senza necessità di modifica degli stessi" (normativa Uni 10700). A causa delle dimensioni più ingombranti, le pareti attrezzate sono intrinsecamente meno modificabili di quelle divisorie, ma compensano la minore flessibilità con la razionalizzazione degli spazi. Le ultime innovazioni tecniche consentono inoltre di ospitare i condotti degli impianti di climatizzazione e di chiudere i vani con ante semplici, scorrevoli, ripiegabili o serrande avvolgibili verticali o orizzontali.

Tra le pareti interne mobili sono in netta ascesa due tipologie di prodotto. La prima è la "parete manovrabile", caratterizzata essenzialmente da isolamento acustico e scorrimento lungo una guida applicata al soffitto dall'aziende produttrice. Queste due proprietà ne fanno un prodotto che si adatta perfettamente al settore congressuale, alberghiero e all'ufficio. La seconda è la "parete monovetro": se il vetro prende sempre più piede tra i materiali utilizzati per le pareti divisorie, l'elemento più utilizzato per le pareti monovetro è comunque il cristallo temperato stratificato. Questo tipo di parete interna è di applicazione molto rapida, ma essendo costituito da un unico pannello non è modulare e quindi privilegia la qualità estetica a svantaggio della ricollocabilità. La tipologia dell'azienda produttrice influisce notevolmente sulle caratteristiche del prodotto finale. La differenza è visibile innanzitutto nel grado di serialità: alcune aziende considerano le pareti alla stregua di un qualsiasi elemento di arredo e quindi si basano su un catalogo di prodotti di serie, che possono essere eventualmente integrati con elementi speciali che si adattino alle specifiche esigenze del cliente; altre invece considerano ogni intervento come un progetto a sé e creano lotti di produzione dedicati a un singolo cliente.

Un altro elemento che tende a differenziarsi a seconda del tipo di produttore è la parte strutturale della parete: le pareti realizzate da aziende del settore arredo presentano una struttura tradizionale, che prevede un reticolo formato da montanti verticali, traversi orizzontali e pannelli di tamponamento agganciati ai due lati. Questa struttura richiede un dispendio di tempo maggiore per assemblare gli elementi con una perfetta ortogonalità. Il sistema strutturale delle pareti sviluppate da aziende del settore edile è concepita per snellire il montaggio e la riconfigurazione e prevede spesso solo i montanti verticali, sagomati, pressopiegati o rullati. Questa struttura, che permette una gestione più flessibile, sta prendendo piede anche tra le aziende fornitrici di arredi per l'ufficio. In linea di massima, oggi la produzione europea è composta da un 20% di pareti attrezzate in senso stretto, un 40% di pareti divisorie in pannello melaminico, un 20% di pareti divisorie in metallo, un 15% di pareti in vetro/cristallo, con quote marginali di pareti in gesso, cartongesso o anche legno massiccio, segmenti di offerta maggiormente curati da produttori di materiali per edilizia (gesso, cartongesso) e da artigiani (pareti in legno massiccio).